Rigenerazione cellulare e non solo: gli effetti del digiuno secondo la scienza   

La pratica del digiuno sembra stimolare l’autofagia, ovvero un processo che attiva la capacità di autorigenerazione delle cellule e la loro resistenza allo stress. A differenza di una dieta bassa in calorie, sembra inoltre essere piú accettato a lungo termine.

Restrizione calorica o digiuno intermittente per invecchiare meglio?

La restrizione calorica prolungata (cioè una riduzione prolungata dell’apporto calorico senza malnutrizione) è l’unico intervento non genetico che si è dimostrato efficace nel contrarrestare il progressivo deterioramento delle funzioni cognitive e fisiche tipico dell’invecchiamento e nell’estendere l’aspettativa media di vita e la vita massima in una estesa varietà di specie viventi.

Esistono già molte prove scientifiche negli esseri umani in sovrappeso che hanno dimostrato che la restrizione calorica migliora una serie di parametri di salute, tra cui una riduzione di vari fattori di rischio cardiaco, un miglioramento della sensibilità all’insulina e un miglioramento della funzione mitocondriale. Inoltre, è stato anche scoperto che una restrizione calorica prolungata riduce il danno ossidativo al DNA e all’RNA, valutato attraverso i globuli bianchi. Diversi meccanismi biologici diversi possono spiegare l’aumento della salute e della longevità osservato in risposta alla restrizione calorica nei modelli preclinici. Ad esempio, l’invecchiamento è caratterizzato da un aumento esponenziale delle proteine ​​danneggiate dall’ossidazione e si è scoperto che la restrizione calorica inibisce l’espressione dei geni coinvolti nello stress ossidativo e aumenta il danno ossidativo in diversi tessuti. Ulteriori cambiamenti biologici associati alla restrizione calorica che possono contribuire agli aumenti osservati della qualità della vita e della longevità includono un migliore controllo della qualità cellulare attraverso l’attivazione dell’autofagia (“autodigestione” degli organelli danneggiati e rigenerazione cellulare), un migliore funzionamento del sistema ubiquitina-proteasoma (UPS) dedicato all’eliminazione delle proteine ​​danneggiate e il mantenimento di una popolazione sana di mitocondri attraverso la loro biogenesi (generazione di nuovi mitocondri).

Un modo ben noto per indurre l’autofagia (o autoriparazione cellulare) è attraverso la privazione del cibo, probabilmente il modo più efficace per attivare il processo.

È meglio il digiuno intermittente o una dieta ipocalorica?

Nonostante i suoi effetti benefici, la maggior parte delle persone trova difficile mantenere una dieta ipocalorica tutti i giorni e per un tempo lungo o addirittura indefinito. Ciò ha portato alla ricerca di approcci alternativi in ​​grado di produrre benefici simili a quelli della restrizione calorica.

I regimi di digiuno intermittente, come il digiuno a giorni alterni, rappresentano un’altra forma di restrizione dietetica. Per questo motivo, vi è un crescente interesse scientifico nell’ulteriore esplorazione dei suoi effetti biologici, nonché se la conformità a lungo termine può essere migliorata con questo tipo di approccio.

Periodi di digiuno intermittente innescano risposte biologiche e metaboliche simili a quelle della restrizione calorica, secondo un crescente corpo di scoperte scientifiche di varie specie, tra cui lieviti, moscerini della frutta, vermi, roditori, primati e umani.

Meccanismi cellulari ed effetti del digiuno sul corpo

La capacità di sopravvivere a periodi di digiuno è un vantaggio evolutivo che il corpo umano ha sviluppato. Parallelamente, è importante notare che il digiuno ha un’importante funzione biologica ed effetti benefici per l’organismo.

Durante il digiuno, il corpo mette in moto meccanismi biochimici e metabolici per far fronte alle carenze alimentari senza danneggiare i tessuti e gli organi. In particolare, due organi, il fegato e il tessuto adiposo, sono quelli che “lavorano di più” quando si tratta di estrarre energia durante il digiuno.

Se l’ingestione di cibo produce l’attivazione di alcune vie metaboliche “anaboliche” (che terminano con la crescita e la costruzione dei tessuti), il digiuno attiva altre vie associate a riparazione, rigenerazione e distruzione o catabolismo. Ovvero: mangiare ci aiuta a costruire il nostro corpo; digiunare, a rigenerarci.

I meccanismi cellulari e molecolari mediante i quali il digiuno intermittente migliora la salute e contrasta i processi patologici coinvolgono l’attivazione di percorsi di segnalazione della risposta allo stress cellulare che migliorano la salute mitocondriale, la riparazione del DNA e stimolano l’autofagia.

Il digiuno stimola l’autofagia, un’auto-riparazione cellulare molto sana

Sebbene oggi sappiamo che è impreciso dire che il nostro corpo si rinnova completamente ogni sette anni (vecchia leggenda, eheh), è pur vero che il nostro corpo si rinnova costantemente.

L’interesse per gli effetti del digiuno è riemerso sulla scia degli studi dei due medici vincitori del Premio Nobel Christian de Duve e Yoshinori Ohsumi. Attraverso studi su modelli animali, questi scienziati hanno scoperto che, praticando un digiuno a breve termine, si favorirebbe l’autofagia, un efficace meccanismo di sopravvivenza cellulare.

È un processo chiave in cui le cellule scompongono e riciclano i loro componenti citosolici danneggiati attraverso i lisosomi. Questo sistema di pulizia cellulare si differenzia dall’apoptosi (un altro processo biochimico che si attiva quando la cellula viene danneggiata in modo irreparabile e ne provoca la morte) poiché aiuta il nostro corpo ad eliminare i componenti danneggiati e favorisce la rigenerazione cellulare invece del “suicidio” di cellule.

In qualche modo, l’autofagia consente alle cellule di darsi una possibilità in più di sopravvivere e di sbarazzarsi di tutto ciò che si è degradato o che non le serve più. Attraverso una sorta di “auto-cannibalismo”, il corpo si libera di proteine ​​vecchie e inutili, e ne impedisce l’accumulo che darebbe origine a patologie degenerative.

Il digiuno promuove l’autofagia, un processo mediante il quale le cellule si riparano.

Il digiuno ha azione neuroprotettiva (mantiene i nostri neuroni in buone condizioni)

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Sara TulipaniPhD

Life Coach specializzata in cambi di alimentazione e stile di vita

Dottore di Ricerca in Alimenti e Salute

Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica – FUNIBER

www.saratulipani.com

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