Hendel_BPAstudy_10-6_postInizia con un messaggio rassicurante l’ultimo rapporto dell’EFSA (autorità europea sulla sicurezza alimentare) sull’esposizione dei cittadini europei al bisfenolo A (BPA), uno degli interferenti endocrini più discussi.

Secondo il rapporto, pubblicato a fine luglio e atteso da anni, si stima che nei neonati e nei bambini fino ai tre anni, l’esposizione media al BPA è di 375 nanogrammi per chilogrammo di peso (ng/Kg), un valore che non raggiunge l’1% del limite consentito e che è inferiore di circa 30 volte a quello registrato nel 2006. Anche per gli adulti la situazione è buona: il tasso medio è infatti di 132 ng/Kg di peso, con una diminuzione di 11 volte rispetto sempre al 2006.

Purtroppo, ahimè, aumenta in parallelo anche la consapevolezza della diffusa esposizione della popolazione generale a BPA, che sembra rendere impraticabile qualsiasi misura per evitarne del tutto il contatto e l’assorbimento. E le preoccupazioni, circa l’impatto di questa contaminazione diffusa, non vengono meno.

Il BPA è una sostanza organica industriale usata da oltre 50 anni, in combinazione con altre sostanze chimiche, per produrre plastiche e resine. Ad esempio, prende parte alla produzione del policarbonato, materiale plastico quasi infrangibile, a sua volta utilizzato per fare una varietà di prodotti comuni, tra cui biberon, bottiglie, rivestimenti protettivi all’interno di lattine per alimenti e bevande, ma anche , stoviglie (piatti e tazze) e recipienti di stoccaggio. Dato che il BPA può migrare in piccole quantità nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono, la dieta costituisce la principale fonte di esposizione al BPA.

L’EFSA attraverso le competenze di un gruppo di esperti scientifici, ha il compito di
di fornire consulenza scientifica ai gestori del rischio sulla sicurezza del BPA, soprattutto se usato in materiali adoperati nel settore alimentare.

Anche dall’altra parte dell’oceano, questi e altri usi del BPA sono soggetti ad approvazione pre-commercializzazione da parte della FDA, come additivi alimentari indiretti o sostanze a contatto con alimenti. Gli studi che utilizzano i test di tossicità standardizzati hanno finora sostenuto la sicurezza degli attuali bassi livelli di esposizione umana al BPA. Tuttavia, sulla base dei risultati di studi recenti, che utilizzano nuovi approcci per testarne effetti sottili, restano le preoccupazioni circa i potenziali effetti del BPA su organi e tessuti, sul comportamento, sullo sviluppo embrionale e sulla crescita.

Aumenta anche la mole di dati che mettono in luce gli effetti inquietanti dell’esposizione al BPA e suggeriscono la possibile implicazione del composto in un numero crescente di patologie  e disturbi di diversa natura, tra cui infertilità e alterazioni metaboliche.

Studi sugli animali hanno dimostrato che l’esposizione al BPA è associata all’arresto della maturazione e alle anomalie del fuso mitotico negli ovociti. Uno studio condotto dai ricercatori della Harvard University e pubblicato qualche mese fa su Human Reproduction, ha messo in luce i possibili effetti negativi del BPA sulla progressione del ciclo cellulare e sull’organizzazione dei cromosomi durante la maturazione degli ovociti umani. 352 ovociti di 121 donne che stavano tentando la fertilizzazione in vitro sono stati trattati con concentrazioni crescenti di BPA. A dosi crescenti di esposizione si osservava una diminuzione significativa della percentuale di ovociti che progredivano alla faese MII, anomalie nell’allineamento cromosomico in fase MII, e un aumento della percentuale di ovociti degenerati o che avevano subito l’attivazione spontanea.

Anche se i risultati in vitro non necesariamente riflettono i possibili effetti in vivo, i dati si sommano a studi precedenti indicando un possibile ruolo dell’esposizione a BFA nella diminuzione della fertilità segnalata negli ultimi decenni, e meritano un approfondimento e una cautela ulteriore da parte delle donne in età fertile.

Bisognerà aspettare ulteriori evidenze scientifiche per poter tirare somme puntuali sul rischio da esposizione.

Sara Tulipani

Il comunicato stampa dell’EFSA al link:

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/130725.htm

Riferimento bibliografico:

Machtinger R et al. Bisphenol-A and human oocyte maturation in vitro. Hum Reprod. 2013 Oct;28(10):2735-45. doi: 10.1093/humrep/det312. Epub 2013 Jul 30.