Mangiare frutta a guscio sembra ridurre due dei cinque marcatori per la sindrome metabolica, un insieme di fattori che aumentano il rischio di malattie cardiache e altri problemi di salute come diabete e ictus.  La sperimentazione ha permesso di rilevare una “modesta riduzione” dei livelli ematici di trigliceridi e di glucosio in coloro che hanno aggiunto frutta a guscio alla loro dieta, rispetto a coloro che assumevano una dieta di controllo priva di tali alimenti.

Il lavoro, condotto da ricercatori del Clinical Nutrition and Risk Factor Modification Centre of St. Michael’s Hospital, è stato pubblicato sulla rivista BMJ Open.

Il Dr. Sievenpiper, uno degli autori, crede che questa sia la prima revisione sistematica ed una meta-analisi che esamini, in maniera collettiva, tutte le prove fornite da studi clinici randomizzati sugli effetti della frutta a guscio sulla sindrome metabolica. Dopo lo screening di 2.000 articoli pubblicati su riviste peer-reviewed, il suo team ha recuperato ed analizzato 49 studi randomizzati coinvolgenti oltre 2.000 partecipanti.

Una persona è considerata essere in una condizione di Sindrome Metabolica quando presenti almeno tre dei seguenti fattori di rischio: bassi livelli di HDL; alti valori di trigliceridemia; incremento della pressione sanguigna arteriosa; alterati livelli della glicemia; obesità centrale.

Gli studi dimostrano che le maggiori riduzioni della trigliceridemia e della glicemia sono stati osservati quando la frutta a guscio sostituiva i carboidrati raffinati, piuttosto che i grassi saturi.

Lo studio dimostra che l’inserimento della frutta a guscio nella dieta non mostra alcun impatto negativo sugli altri fattori di rischio per la sindrome metabolica, nonostante che questa tipologia di alimenti siano particolarmente ricchi di calorie. Le noci, mandorle, nocciole ecc., hanno si un alto contenuto di grassi ma, il fatto da non sottovalutare è che molti sono insaturi.

la frutta a guscio considerata nel lavoro comprende mandorle, noci del Brasile, anacardi, castagne, noci di cocco, nocciole, noci pecan, noci di macadamia, noci, pinoli e pistacchi. Essa non comprendeva le arachidi.

Negli studi randomizzati e controllati, i pazienti mangiavano circa 50 grammi di frutta a guscio al giorno o circa 1,5 porzioni. Una porzione di frutta a guscio è di circa ¼ di tazza o 30 grammi.

Dato che in America del Nord la popolazione consuma in media meno di una porzione al giorno di frutta a guscio, l’introduzione di questa tipologia di alimenti rappresenta una strategia nutrizionale per ottenere reali benefici metabolici.

Secondo il Dott. Sievenpiper cinquanta grammi di noci possono essere facilmente integrati in una dieta come spuntino o come sostituto dei grassi animali o dei carboidrati raffinati.

La US Food and Drug Administration ha concesso alla frutta da guscio un qualificato “healt claim” indicando questi particolari alimenti in grado di ridurre il rischio di malattia cardiovascolare. Inoltre le noci sono anche raccomandate come parte integrante della Dieta Mediterranea e della DASH Diet (Dietary Approaches to Stop Hypertension) riconosciute come strumenti adatti alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

 

Giacomo Pagliaro

 

 

Per maggiori informazioni:

http://www.stmichaelshospital.com/media/detail.php?source=hospital_news/2014/20140729a_hn

 

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0103376

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