La celiachia torna a far parlare di sé. Questa volta non per numeri e dati frutto di analisi statistiche quanto piuttosto per una novità in campo diagnostico. Presto sarà disponibile un kit diagnostico commerciale presso tutti i principali centri di diagnosi italiani per identificare la celiachia in soggetti geneticamente predisposti, prima del suo esordio.

Il lavoro di ricerca – recentemente pubblicato su Immunologic Research – è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Gaslini di Genova in collaborazione con l’Università di Verona e descrive un test per la diagnosi precoce di celiachia in soggetti geneticamente predisposti.

A tutt’oggi la diagnosi viene effettuata attraverso la ricerca degli anticorpi contro la trasglutaminasi, un enzima che interviene durante la digestione del glutine, oltre ad esami ormai ben noti. Ora invece il test, non invasivo e di facile esecuzione, evidenzierà nel sangue gli anticorpi anti-Vp7. Puccetti Antonio – professore direttore del gruppo di lavoro – dichiara che durante lo studio è stato evidenziato che solo i bambini celiaci hanno anticorpi diretti contro la proteina del rotavirus Vp7. Sulla base di questa osservazione è nata l’idea del test specifico.

I vantaggi del test sono notevoli considerando la possibilità di prevedere con anticipo l’insorgenza della ben nota intolleranza al glutine.

Fonte: A subset of anti-rotavirus antibodies directed against the viral protein VP7 predicts the onset of celiac disease and induces typical features of the disease in the intestinal epithelial cell line T84.