Gli adolescenti sviluppano una predilizione per le bevande gassate, se queste ultime contengono significative dosi di caffeina.

È quanto emerge da una nuova ricerca,  presentata durante l’incontro annuale della Society for the Study of Ingestive Behavior (SSIB), tenutasi a Clearwater  in Florida.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori della State University of New York (SUNY) di Buffalo, negli Usa.

L’obbiettivo dello studio è stato quello di capire se l’aggiunta di caffeina alle bibite gassate, ne potesse migliorare il sapore, così come sostengono i produttori stessi di tale sostanza.

A tale proposito, il Dr Jennifer Temple afferma: “I produttori di bevande gassate sostengono che la caffeina venga aggiunta ai loro prodotti solo per migliorarne il sapore. La  maggior parte delle persone tuttavia , non è in grado di distinguere il gusto delle bevande che contengono o meno caffeina.

Per tale motivo sospettiamo che, in realtà, la caffeina venga aggiunta alle bibite per altri motivi”.

I ricercatori sono partiti dall’ipotesi che se gli adolescenti provano una bibita nuova contenente caffeina, tendono a volerla consumare più volte nel tempo, mentre se sperimentano una nuova bibita senza caffeina,  essi  nel tempo non sembrano possedere più  alcun  particolare interesse per quella bevanda.

Per verificare tale teoria, adolescenti di età compresa tra i 12 ed i 17 anni hanno visitato un laboratorio più volte. Durante ogni visita, è stato chiesto loro di assaggiare e valutare  nel corso di diverse occasioni,  il gusto di alcune bevande sconosciute, contenenti quantità diverse di caffeina e altre invece che non la contenevano affatto.

Durante lo studio, i partecipanti hanno espresso giudizi via via più positivi sulle bevande contenenti maggior quantità di caffeina, mentre  non riuscivano a “conquistare” il gusto degli adolescenti, quelle  bibite che ne contenevano una quantità inferiore o nulla.

In conclusione, i risultati dello studio hanno mostrato che le bevande che contengono caffeina, rispetto a quelle che ne sono prive, hanno maggiori probabilità di “conquistare” gli adolescenti, dimostrando che tale preferenza nasce probabilmente da un comportamento appreso.

Fonte:
http://www.ssib.org/web/

Francesca Trinastich