Nell’ultimo decennio il muscolo scheletrico è stato viavia consideratto quale organo secretorio. Di conseguenza, è stato suggerito che le citochine e altri peptidi che vengano prodotti, espressi e distribuiti dalle fibre muscolari, che siano in grado di esercitare effetti autocrini, paracrini o endocrini, debbano essere classificate come vere e proprie MIOCHINE.

La constatazione che l’insieme delle molecole secrete a livello muscolare sia composto da diverse centinaia di peptidi, fornisce una base concettuale e un paradigma completamente nuovo per capire come i muscoli possano comunicare con altri organi, come il tessuto adiposo, il fegato, il pancreas, le ossa ed il cervello.

Tuttavia, alcune miochine esercitano i loro effetti all’interno del muscolo stesso. In particolare, la miostatina, il LIF (Fattore di Inibizione dei Linfociti), la IL-6 e la IL-7 sono coinvolti nell’ipertrofia muscolare e nella miogenesi.

Al contrario il BDNF (Fattore neutrofilo cervello derivato) e la IL-6 sono coinvolti nella ossidazione dei grassi AMPK-mediata. La IL-6 rilasciata dalle fibrocellule muscolari scheletriche sembra anche avere effetti sistemici sul fegato, sul tessuto adiposo e sul sistema immunitario, e sembra essere in grado di influenzare il “crosstalk” tra le “cellule intestinali L” e gli isolotti pancreatici.

Altre miochine, includono i fattori osteogenici IGF-1 (Somatomedina) e FGF-2 (Fattore di crescita dei Fibroblasti 2); l’FSTL-1 (Follistatin-related protein 1), che migliora la funzione endoteliale del sistema vascolare, e il PGC-1 (coattivatore 1 del proliferatore gamma del perossisoma) ?-dipendente dalla Irisina, che sostiene lo sviluppo del grasso bruno.

Gli studi negli ultimi anni suggeriscono anche l’esistenza di fattori ancora non identificati, secreti dalle cellule muscolari, che possano influenzare la crescita delle cellule tumorali e la funzione del pancreas.

Aspetto molto importante emerso dalla ricerca degli ultimi anni è che è che la produzione delle miochine dipende dalla contrazione della muscolatura scheletrica, pertanto, l’inattività fisica porta probabilmente ad una risposta miochinica alterata, che potrebbe rappresentare un potenziale meccanismo per l’associazione tra il comportamento sedentario e molte malattie croniche tra cui l’obesità.

Da tutto ciò si evence che la comprensione di molte malattie croniche e, specialmente, dell’obesità passa anche attraverso lo studio e la comprensione del “secretoma” del sistema muscolare scheletrico e di come questo possa essere influenzato dall’esercizio fisico (durata, tipologia, frequenza ecc.). Nel futuro dovranno essere aumentati gli studi in questa direzione in modo che l’esercizio fisico possa diventare uno strumento sempre più efficace per contrastare molti disturbi cronici tra cui l’obesità.

Per maggiori info

http://www.nature.com/nrendo/journal/vaop/ncurrent/full/nrendo.2012.49.html